Noipa cedolino marzo: dal 23 via agli stipendi. Stretta su pensioni | Prestito24
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noipa cedolino marzo

Noipa cedolino marzo: dal 23 via agli stipendi. Blocco pensioni

Stipendi disponibili dal 23 marzo, esigibili dal 27. Intanto ancora novità si prospettano sul fronte scuola. 

Noipa cedolino marzo: accredito il 23, da mezzanotte in poi

Le date di caricamento del cedolino variano a seconda del comparto e della funzione in cui sono impiegati i dipendenti PA (per conoscere le date). Il 23 è il giorno dedicato alla maggioranza dei dipendenti statali.

I versamenti sono effettuati a partire dalla mezzanotte tra 22 e 23 marzo, e fino alla mezzanotte del 23. Nel caso in cui ci siano ritardi, il Ministero delle Finanze invita a segnalarli direttamente agli istituti di credito o alle Poste.

Noipa cedolino marzo: debiti con il fisco, niente pensioni

Per chi ha debiti superiori ai 5 000 euro, pensioni e Tfr e Tfs bloccati. La legge di bilancio 2018, infatti, ha ridotto dai 10 000 ai 5 000 euro la soglia dei debiti entro la quale il fisco si riserva di bloccare i versamenti. La riforma ha anche aumentato la durata del blocco dai 30 ai 60 giorni.

Noipa cedolino marzo: slittano ancora gli aumenti stipendiali

Nelle scorse settimane c’era grade fermento per l’arrivo dei tanto attesi aumenti stipendiali e degli arretrati del biennio 2016-2018 nel cedolino Noipa di marzo 2018.
Le ultime notizie di Orizzonte Scuola, portale specializzato nell’informazione sul sistema scolastico nazionale, riportano invece un deludente slittamento ulteriore dei versamenti.

Personale scolastico e Ata, ma anche i migliaia di precari scola, dovrebbero ricevere aumenti e arretrati nel cedolino di aprile 2018.

Noipa cedolino marzo: sul fronte scuola, possibile riforma

Le novità sul fronte scuola non sono finite. Come prevedibile, le elezioni del 4 marzo potrebbero cambiare significativamente l’assetto del sistema scolastico nazionale. La Lega, uno dei partiti più numerosi nel futuro Parlamento, annuncia infatti una decisiva riforma per la scuola.

Prevista l’unione tra primarie e scuole medie, la creazione di un docente unico responsabile dell’insegnamento delle discipline umanistiche (storia, italiano, geografia), l’abolizione della chiamata diretta della Buona Scuola e nuove graduatorie per gli insegnanti diplomati.

Le sorti del comparto scuola verranno decise dopo l’elezione del capo del governo. Le consultazioni del presidente della Repubblica dovrebbero iniziare a fine marzo.

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