Monte Paschi notizie: che fine ha fatto MPS? Le ultime news | Prestito24
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Monte Paschi notizie: che fine ha fatto Monte dei Paschi di Siena?

Monte Paschi notizie: che fine ha fatto Monte dei Paschi di Siena?

Monte Paschi notizie: dal fallimento della ricapitalizzazione, al piano salva banche, in questo articolo la prima parte dell’approfondimento dedicata all’istituto di credito e alla sua odissea.

Le sorti di oltre 5 milioni di risparmiatori e 26 000 lavoratori sono legate all’esito delle manovre di salvataggio di Monte Paschi di Siena. Sull’istituto circolano continuamente notizie, spesso troppo frammentarie e poco complete. Per non parlare poi del gergo “finanziese” e del “banchese” in cui sono scritte.

Se sei arrivato qui, è perché proprio come noi vuoi vederci chiaro. Abbiamo deciso per questo di dedicarti un approfondimento in due parti in cui rivediamo, punto per punto, cosa sta succedendo alla banca più antica del mondo.

In questo primo articolo andremo dall’approvazione del primo piano industriale (novembre 2016) ai progetti di ristrutturazione previsti nel secondo, ad oggi ancora in fase di definizione. Nella prossima parte esamineremo la questione delle famose “liste nere” di insolventi e l’emissione di titoli garantiti.

Buona lettura.

Monte Paschi Notizie: la ricapitalizzazione fallita

Cominciamo da dove avevamo lasciato l’istituto di credito nel nostro ultimo articolo, precisamente nel novembre 2016.

Il 28 novembre un’apposita riunione del Consiglio di Amministrazione (Cda) della banca senese, presieduta dall’amministratore delegato Marco Morelli, aveva approvato all’unanimità il piano industriale MPS per il trimestre 2016-2019.

Il piano industriale conteneva principalmente tre misure da attuare per il salvataggio:

  • la cessione dei crediti inesigibili ad un ente di cartolarizzazione (Sec.co)
  • la chiusura di filiali sul territorio e tagli al personale per il contenimento dei costi
  • un aumento di capitale (ricapitalizzazione) di 5 miliardi in tre componenti

A fare da garanzia per la ricapitalizzazione di 5 miliardi era una cordata di istituti italiani ed esteri. Alcuni giganti della finanza come Mediolanum, JP Morgan, Santander, Deutsche Bank.
La dinamica per il raggiungimento della ‘quota 5 miliardi’, in sostanza, era basata sulle offerte avanzate da azionisti e investitori italiani e stranieri.

Termine ultimo per la conclusione della ricapitalizzazione era il 31 dicembre 2016.

Il 23 dicembre Monte Paschi ha ufficialmente dichiarato il fallimento dell’operazione. 2,45 i miliardi di euro raccolti, più o meno la metà di quelli necessari per salvare l’istituto. Tra i rinunciatari anche il fondo sovrano del Qatar (QIA), che avrebbe dovuto fare da anchor investor (investitore chiave nell’operazione).

A questo punto, le sorti dell’istituto si fanno ancora più incerte.

Monte Paschi Notizie: arriva lo Stato

Due ore più tardi alla dichiarazione del fallimento della ricapitalizzazione, il Consiglio dei Ministri in preallerta si ritrova in riunione straordinaria per varare le misure d’emergenza del caso.

Il  risultato della riunione è il cosiddetto decreto “salva-risparmio” o “piano salva banche” come ribattezzato da altri.
Cuore del provvedimento è l’istituzione di un fondo di 20 miliardi di euro cui potranno attingere tutti gli Istituti di Credito italiani in difficoltà. Obiettivo, la ricapitalizzazione e la ristrutturazione del sistema bancario italiano. Oltre a Monte Paschi, si parla quindi delle note Banche Etruria, Marche, Veneto e Popolare di Vicenza.

Il decreto salva risparmio prevede inoltre la conversione forzosa delle obbligazioni subordinate e l’acquisto dei titoli da parte dello Stato: l’intervento pubblico è ormai certo.

Monte Paschi Notizie: lettere dalla BCE

Al 30 dicembre il Ministero del Tesoro si vede recapitare una lettera da Francoforte, sede della Banca Centrale Europea (BCE). Nella comunicazione, la Banca Centrale spiega che l’ammontare considerato “prudenzialmente necessario” per salvare la sola MPS è di 8.8 miliardi. Allo stato italiano la Bce richiede di infondere 6,6 miliardi di euro per la ricapitalizzazione. I restanti 2,2 saranno a carico di azionisti e investitori.

Monte Paschi Notizie: il 2017

Niente spumante dunque per i piccoli azionisti e gli investitori di MPS, a gennaio 2017 ancora in forse sulle effettive azioni che il governo intraprenderà per salvare l’istituto.

A rompere gli indugi è la dichiarazione di Pier Paolo Baretta, sottosegretario all’Economia e Finanze. Preannuncia un rimborso al 100% per gli obbligazionisti subordinati retail e al 75% per gli investitori istituzionali. Afferma inoltre che MPS è in procinto di emettere obbligazioni garantite: “la liquidità cresce o cala a seconda della fiducia nell’istituto.”. Sulla scorta della fiducia infusa grazie all’intervento statale, MPS potrebbe quindi recuperare liquidità grazie all’emissione.

Monte Paschi notizie: il nuovo piano industriale

Si comincia quindi a parlare anche di un secondo, nuovo, piano industriale. Ad accennarlo è proprio il ministro dell’economia Padoan, che parla anche della nomina di un nuovo amministratore delegato al posto di Morelli.

Ed è proprio Morelli, pochi giorni fa, a riprendere l’argomento. Al 9 febbraio si aprirà il dialogo fra Commissione Europea, organi di vigilanza e ministero dell’Economia per definire un piano industriale che dia anche tecnicamente al governo la possibilità di intervenire. Con una partecipazione statale nell’istituto pari al 70% del capitale.

Monte Paschi Notizie: emissioni, liste nere e merchant acquiring

Intanto la discussione intorno alle sorti dell’istituto si infiamma, sempre a gennaio. La miccia è accesa da Enrico Zanetti, Viceministro dell’Economia e delle finanze nel governo Renzi. Chiede l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta per la riesamina del caso MPS.

La sua non è l’unica voce che chiede maggior chiarezza sull’argomento. In ballo, c’è anche la questione delle “liste nere” di debitori insolventi dell’istituto senese.

E di questo, emissioni e merchant acquiring ti parleremo nella prossima parte dell’approfondimento.
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