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Guida Ape volontaria: come fare domanda e i benefici fiscali

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Guida Ape volontaria: come fare domanda e i benefici fiscali

Ancora novità sul fronte Ape volontaria.

Dal 1 maggio 2017 il mondo delle pensioni cambia. Entra in vigore la riforma pensioni precoci, destinata a migliaia di lavoratori. Parola d’ordine ne è il pensionamento anticipato, Ape, che permetterà di andare in pensione in anticipo rispetto al termine ufficiale.

Ape volontaria: l’anticipo pensionistico

L’anticipo pensionistico, Ape, è destinato a categorie di lavoratori molto differenti. In questo articolo troverai una piccola guida per conoscere tutte le tipologie di anticipo pensionistico e i requisiti per accedervi.

Ti abbiamo già parlato dell’Ape volontaria negli scorsi articoli del blog, ma oggi ci concentriamo su due aspetti molto interessanti della misura: come ottenerla e benefici fiscali annessi.

Ape volontaria: cos’è

In breve, l’Ape volontaria è un prestito con cui anticipare l’importo pensionistico fino al percepimento ufficiale della pensione. Può essere richiesto a banche o istituti assicurativi in accordo-quadro con i Ministeri di competenza (gli accordi sono ancora in via di definizione, ti aggiorneremo). Sarà erogato per un minimo di 6 mesi, e con 12 mensilità annuali.

Una volta raggiunto il termine per il percepimento della pensione, il prestito (con interesse) viene restituito con trattenuta diretta INPS sul reddito pensionistico, con rate mensili spalmate in 20 anni. A fare da garanzia nel prestito sono la pensione e un’assicurazione obbligatoria stipulata contro il rischio di premorienza.

Ape volontaria: come ottenerla

Ti consigliamo innanzitutto di verificare se sei in possesso dei requisiti per l’accesso all’Ape volontaria. (per questo, abbiamo un piccolo articolo/guida nel blog). Se puoi accedere all’Ape volontaria, ecco come muoverti:

  1. Presenta l’apposita domanda di certificazione del diritto all’Ape volontaria. Puoi inoltrarla per via telematica  (cliccando sul testo troverai il portale INPS in cui inserire il tuo PIN ed effettuare la procedura), o tramite intermediari autorizzati (CAF, ad esempio).
  2. L’INPS verificherà la sussistenza dei requisiti per l’accesso all’Ape volontaria. Ti trasmetterà relativa certificazione comunicando anche l’importo massimo e minimo che potrai chiedere in prestito per l’Ape volontaria.
  3. Ottenuta la certificazione, inoltra domanda all’INPS per l’Ape volontaria e per la pensione di vecchiaia (liquidata al raggiungimento del termine previsto).

Le domande NON sono revocabili. (tranne in un caso, di cui ti parliamo a breve). Ti consigliamo quindi di riflettere molto bene sull’adesione all’Ape volontaria.

All’interno della richiesta dovrai evidenziare:

  • l’istituto di credito o assicurativo che finanzierà il prestito
  • l’istituto assicurativo che rilascia la polizza di copertura per il rischio di premorienza

Sarà cura della banca/assicurazione trasmettere all’INPS il contratto di stipula del prestito (o, in caso di rigetto, la sua negazione – in questo caso le domande di pensione e Ape volontaria decadono automaticamente). Dal momento in cui il contratto di prestito è caricato nella tua area riservata sul portale INPS, avrai massimo 14 giorni per recedere.

Ape volontaria: contributi dal datore di lavoro e la RITA

Il datore di lavoro può contribuire a coprire in parte la spesa per il finanziamento dell’Ape volontaria. Il versamento dovrà essere effettuato in una sola volta, all’INPS. Dovrà essere correlato alla retribuzione percepita prima della cessazione del rapporto di lavoro. L’importo minimo da versare è pari al totale dei contributi volontari per ogni anno (o frazione di anno) di anticipo rispetto al termine per il pensionamento.

Oltre al datore, può essere il lavoratore stesso a finanziare parzialmente l’Ape volontaria. Puoi infatti coprire la rata di restituzione impiegando la RITA. In questo articolo ti spieghiamo cos’è e come accedervi.

Ape volontaria: i benefici fiscali

All’Ape volontaria si affiancano due misure di agevolazione in materia di redditi personali.

A) L’importo percepito  non concorrerà alla formazione del reddito personale per l’imposta sui redditi delle persone fisiche (qui un articolo per capire cosa cambia nel 2017 in materia).

B) Per l’importo pagato per la copertura degli interessi del finanziamento e dell’assicurazione di premorienza, viene riconosciuto un credito d’imposta annuo pari a 1/20 degli interessi e del premio assicurativo previsto nel contratto con l’istituto di credito.  Il massimale dell’importo è fissato al 50% (sempre del totale di interessi e premio). Il credito d’imposta non concorre alla formulazione del reddito per persone fisiche. Viene riconosciuto per l’intero importo rapportato al mese a partire dal primo mese di pagamento della pensione.

Ape volontaria: conviene?

Quella di aderire all’Ape volontaria è una decisione cruciale, data l’estensione del finanziamento da richiedere. Il vantaggio, senza dubbio, è quello di anticipare fino a 3 anni e 7 mesi il pensionamento, nota positiva da soppesare: ricorda che alla formulazione dell’importo da restituire concorrono anche gli interessi. Il cui tasso non è ancora specificato nel provvedimento, e potrebbe variare a seconda dell’istituto cui ti rivolgi. Un elemento, insomma, su cui ancora non c’è molta chiarezza, e sul quale ti terremo aggiornato.

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mariateresamatulli@gmail.com