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Lavorare meglio non vuol dire lavorare di più

Lavorare meglio non vuol dire lavorare di più

A volte il tuo lavoro in ufficio è ostacolato da una serie di fattori che identifichi (ingiustamente) come inevitabili: subisci il tempo che scorre e non riesci mai a consegnare in tempo, lavori di più e produce di meno.

Questo è un bel problema perché oggi non puoi permetterti risultati mediocri. Nel settore privato come in quello della pubblica amministrazione devi dare il massimo. O meglio, devi dimostrare che sei speciale e irrinunciabile.

Questa idea presa dal libro La chiave di Svolta di Seth Godin è indispensabile per raggiungere la felicità (o quantomeno per tentare di raggiungere) professionale. Per lavorare meglio non devi per forza lavorare di più: basta seguire pochi, semplici consigli.

Fissa dei limiti

Non puoi andare oltre, non puoi chiedere troppo al tuo corpo e alla tua mente. Fissa dei limiti, prova a superarli con coscienza ma non strafare: gli obiettivi sono importanti, ma anche la tua salute lo è. Non puoi importi degli obiettivi impossibili e rimproverarti per aver fallito.

Stop alle chat

Ma stop anche ai messaggi, alle notifiche, alle pause per controllare email, Facebook, Twitter e altri social. Concentrati sul tuo lavoro, non cedere alle distrazioni. Le email possono aspettare, così come le notifiche e i messaggi: ritagliati delle pause per occuparti della comunicazione, ma non interrompere il flusso di lavoro.

Pausa

Prenditi una pausa. Non portare il lavoro a casa, rilassati nel fine settimana e imponiti degli stop durante la giornata per rinfrescare le idee. Essere produttivi al 100% non vuol dire lavorare meglio: una mente riposata è più produttiva rispetto a una che viene messa sotto stress 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Lavorare meglio vuol dire lavorare il giusto.

Impara a dire di no

Questo è un punto chiave. A volte ti ritrovi sommerso di lavoro solo perché non riesci a dire di no: non riesci a rifiutare le telefonate, non riesci a negare una mano al collega o a risolvere un problema della persona che condivide con te la scrivania.

Il mio consiglio: a volte devi dire di no. A volte devi rifiutare lavori e impegni che non riguardano i tuoi doveri. Non è un discorso di egoismo, questo mai. Ma devi ragionare in termini di obiettivi raggiunti, giusto? E non puoi riempire le tue giornate di task inutili.

La soluzione migliore in alcuni casi è la delega. Guarda la task list e cerca di capire quali sono gli elementi che devi svolgere tu in prima persona, quali puoi rifiutare e quali invece puoi delegare ad altre persone. Il lavoro di squadra è fondamentale ma non devi mai dimenticare i tuoi impegni.

Cerca di essere speciale

Questo è il modo migliore per lavorare meglio senza aumentare le ore in ufficio. L’obiettivo è chiaro: devi essere speciale, devi farti riconoscere come persona indispensabile dall’azienda per cui lavori.

Trasformare ogni azione in routine replicabile vuol dire trasformare la tua figura professionale in qualcosa di replicabile. Cerca di raggiungere l’eccellenza in quello che fai, e sarà sempre più difficile rinunciare al tuo lavoro.

Tempo libero

Capita, sai? Può capitare di avere a disposizione un po’ di tempo libero. Il primo errore che puoi commettere: utilizzare questa risorsa senza una linea, senza un obiettivo, vagando da un progetto all’altro.

Risultato? Hai rinunciato a una grande risorsa per il tuo lavoro. Il concetto è semplice: organizza il tuo tempo di lavoro con un sistema di task (abbiamo già parlato di questo punto in un precedente articolo) ma sfrutta al massimo anche il tempo libero cercando di chiudere lavori già avviati.

Per organizzare il tuo tempo puoi utilizzare questo modello che ho trovato sul blog di Mashable. Dai un colore a ogni casella e riempi gli spazi che si trovano nel cerchio rispettando i tuoi orari in questo modo puoi avere un’idea del tempo utilizzato a svolgere lavori principali e secondari (ma non solo).

Per concludere

Lavorare meglio non vuol dire lavorare di più. Vuol dire, invece, trovare quell’equilibrio necessario per incontrare una produttività diversa. Una produttività – necessaria sia a chi lavora nella pubblica amministrazione sia a chi si occupa di aziende private – protesa verso la qualità del lavoro. E non solo verso la quantità.

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